Terzo Settore e obblighi assicurativi: perché senza un consulente specializzato gli ETS rischiano molto più di quanto credono

Giovedì 11 dicembre, presso la Sala Tirreno della Regione Lazio, si è svolto un seminario dedicato al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), che ha fatto il punto sull’evoluzione del Registro e sulle principali criticità operative ancora presenti.

Durante l’incontro si è parlato dell’aumento delle iscrizioni al RUNTS, del futuro delle Onlus dal 2026, delle novità fiscali in arrivo dal 1° gennaio 2026, della corretta redazione di statuti e bilanci e del nuovo posizionamento delle Fondazioni dopo la riforma del Terzo Settore.

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra Pubblica Amministrazione ed Enti del Terzo Settore, in particolare alle convenzioni ex art. 56 del Codice del Terzo Settore.
Oggi di fatto, non è più sufficiente un accordo formale: la PA richiede una reale istruttoria sulla solidità dell’ente, sulla sua organizzazione interna, sulla formazione dei volontari, sulla tracciabilità delle procedure e sulla coerenza con l’interesse generale.

Parallelamente, agli ETS è richiesto un livello sempre maggiore di competenze, qualità e adeguamento statutario per poter collaborare con la PA.

Il grande assente del seminario: un consulente assicurativo per gli ETS

Nonostante la ricchezza dei temi affrontati, è mancato un aspetto centrale: la cultura assicurativa.
Un tema spesso sottovalutato, ma fondamentale per la legittimità e la sostenibilità degli Enti del Terzo Settore.

L’articolo 18 del Codice del Terzo Settore è chiaro:
l’assicurazione per volontari, lavoratori, utenti e terzi non è facoltativa, è obbligatoria.

Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di un requisito essenziale per operare correttamente.

Nella nostra esperienza quotidiana incontriamo spesso ETS appena costituiti che non conoscono i propri obblighi assicurativi o che presentano polizze scollegate dai rischi reali, inutili o, peggio, pericolose perché creano un falso senso di sicurezza.

Aprire un ETS non basta: serve anche un consulente assicurativo specializzato

Quando nasce un ente del Terzo Settore, è normale rivolgersi a commercialisti, avvocati e notai.
Ma c’è un passaggio fondamentale che troppo spesso viene ignorato:

Ogni ETS, prima di operare, dovrebbe confrontarsi con un consulente assicurativo specializzato nel Terzo Settore.

Perché l’assicurazione è un obbligo di legge e non può essere improvvisata.
Perché tutela l’ente, le persone coinvolte e la continuità delle attività.
Perché un errore assicurativo può bloccare bandi, convenzioni e collaborazioni con la PA.

Senza una consulenza adeguata, gli enti si espongono a responsabilità civili, economiche e, in alcuni casi, penali.

Convenzioni ex art. 56: senza assicurazione non si entra

Nel rapporto con la Pubblica Amministrazione il tema assicurativo non è più rimandabile.
Le convenzioni prevedono rimborsi di spese documentate e richiedono coperture assicurative complete e coerenti.

Senza assicurazione non è possibile stipulare una convenzione né avviare progetti pubblici.
Il problema è che molte realtà, al di fuori di questi percorsi, continuano a operare senza alcuna tutela, spesso senza esserne consapevoli.

La nostra esperienza: la cultura assicurativa è ancora troppo debole

Noi di Etica Assicurativa lo vediamo ogni giorno:

  • enti senza alcuna copertura;
  • associazioni convinte che “essendo volontari” non serva assicurarsi;
  • polizze standard che non riflettono le attività svolte;
  • rischi completamente trascurati: eventi, minori, trasporti, attività sportive, assistenza domiciliare, raccolte fondi, tirocini, progetti complessi.

Per questo crediamo che fare cultura assicurativa sia una responsabilità prima ancora che un servizio.

Etica Assicurativa: una missione, prima ancora che un servizio

Per noi la consulenza assicurativa agli ETS non è un’attività accessoria.
È una missione.

Ci impegniamo ogni giorno a:

  • educare alla prevenzione e alla gestione del rischio;
  • affiancare enti nuovi e strutturati;
  • correggere polizze errate o incomplete;
  • costruire percorsi assicurativi coerenti con le attività reali;
  • garantire conformità al Codice del Terzo Settore e al RUNTS.

Perché un Terzo Settore forte è un Terzo Settore protetto, consapevole e correttamente assicurato.

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